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    6 febbraio 2013

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L’Anagrafe Canina Nazionale è il registro dei cani identificati sul territorio italiano. Realizzata dal Ministero della Salute in collaborazione con le regioni, è stata creata per arginare il fenomeno del randagismo e si è rivelata fondamentale nel fornire le informazioni utili per rintracciare il proprietario dell’animale smarrito, facilitandone così la restituzione. Esiste da quando la legge n°281 del 14 agosto 1991 ha stabilito che il proprietario di un cane debba provvedere a farlo identificare e registrare, operazione che inizialmente prevedeva il tatuaggio di un codice nell’interno coscia, sostituito poi a partire dal 1 gennaio 2005 da un microchip inoculato nel sottocute della regione sinistra del collo.

Il microchip è un piccolo dispositivo elettronico, una capsula di vetro biocompatibile di forma cilindrica di 11 millimetri di lunghezza e 2 millimetri di diametro. Una volta rintracciato dall’apposito lettore restituisce un codice univoco di 15 cifre, che inserito nella banca dati dell’anagrafe canina rimanda non solo ad uno specifico cane, di cui sono raccolte informazioni come nome, razza, sesso, ecc., ma anche al suo padrone, del quale sono indicati i dati anagrafici. E’ importante che questi ultimi siano sempre aggiornati per garantire la rintracciabilità del proprietario, che infatti è tenuto entro quindici giorni a comunicare all’ASL di appartenenza eventuali passaggi di proprietà o variazioni di indirizzo.

willy 3I cani identificati mediante tatuaggio non necessitano dell’inserimento di microchip, tranne nel caso in cui fosse illeggibile: a questo punto è obbligatoria una nuova registrazione alla banca dati dell’ASL e relativa integrazione con microchip.
Registrazione all’anagrafe canina e applicazione del microchip devono essere effettuati per legge entro il secondo mese di vita del cane, presso i veterinari ufficiali o i veterinari libero professionisti abilitati, ciò è previsto dall’ ordinanza 06 Agosto 2008, che vieta anche la vendita di cani non identificati e registrati secondo i criteri stabiliti.
L’inosservanza di tali norme è punita con il pagamento di sanzioni amministrative che variano in base al tariffario regionale. Nel caso del Piemonte, la legge regionale n°18 del 19 luglio 2004 prevede l’addebito delle seguenti somme:
– da 38.00 € a 232.00 € per i proprietari che non provvedono all’applicazione del microchip entro i sessanta giorni dalla nascita.
– da 77.00 € a 464.00 € per i commercianti che mettono in vendita cani non inseriti nell’archivio anagrafico.

 

 

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