Rifugio di Caluso

 

Il Canile di Caluso è un’associazione affiliata alla Lega Nazionale per la Difesa del Cane. Il Direttivo è composto da Presidente, Vicepresidente, Tesoriere e due Consiglieri, più un Revisore dei Conti eletto a parte. Ce ne parla Anna Piccioli, consigliere, promotore delle bancarelle e protagonista da anni della vita del canile.

BuckLa storia inizia più di 45 anni fa, dall’amore verso i cani della signorina Maria Torra, la quale con la suocera di Anna ed alcune amiche comincia in due sole stanze ad accogliere ed accudire randagi ad Albiano. Ma, neanche a dirlo, i cani aumentano e le due stanzette non bastano più… Allora Maria ‘ci mette del suo’, comperando un cascinale a Chiaverano, capace di ospitare fino a cento cani e con lo spazio necessario a raccogliere materiale e cibo.

Al neonato Canile di Chiaverano, si aggiunge la signora Paola Fasano, altra figura di grande rilievo che seguirà il canile per molti anni ed in quell’epoca avviene l’affiliazione alla Lega per la Difesa del Cane.

Alla metà degli anni ’80 succede una cosa importante: un benefattore di Caluso, dona in regione San Defendente, un terreno all’associazione. La Presidente, sig.ra Torra, con l’aiuto del geometra Lova, crea la prima parte del canile come lo conosciamo oggi, trasferendo gli animali nella nuova struttura.

Al ritiro della Torra, si rinnova il Direttivo e segue un periodo di dieci anni con l’apporto successivo di due Presidenti, uno dei quali l’architetto Antonio Frassà.

 

 

Negli anni novanta avviene un nuovo fatto determinante: diventa Presidente Luciano Sardino e il canile conosce nuova vita. Luciano, con il suo carattere forte e determinato raggiunge obiettivi importanti, migliora l’organizzazione, compra un nuovo terreno e costruisce una nuova ala, con stalli moderni e razionali. La capacità del canile sfiora i 300 posti, con 6 persone retribuite e un ‘turnover’ annuo di circa 300 animali! Tutto ciò nonostante i costi per il cibo, le infrastrutture e soprattutto le spese sanitarie che raggiungono cifre impressionanti, ma senza mai neanche pensare a soppressioni se non in casi inevitabili. Un Presidente che va ben oltre il suo ruolo, capace di lasciare un’occupazione sicura per il bene dell’associazione e dei suoi animali, impegnando in esso anche il denaro della liquidazione, sempre in lotta con le amministrazioni comunali esigenti e avare di contributi, sempre alle prese con gente che maltratta animali o non li vuole più. Un Presidente capace di passare le domeniche a pulire le cucce dei ‘suoi’ cani. Difficile oggi pensare al Canile di Caluso, senza pensare a Luciano Sardino.

SharyNel contesto del Canile non sono mancate in passato manifestazioni per cani meticci ed esperienze in ambiente scolastico per la sensibilizzazione dei bambini sulla realtà del randagismo.

 

Impossibile calcolare in questi oltre 45 anni quanti sono stati i cani ospitati e curati grazie alle tante figure che da anni lavorano con passione nel canile. Grazie a loro centinaia di cani sono oggi animali sazi, sani, ma soprattutto sereni, lontani dalla vita di stenti e dalla morte miserevole che avrebbero altrimenti avuto in sorte.