Benjo

Benjo era il quarto della cucciolata, il più piccolo ma il più sveglio oltre che il più giocherellone e variopinto, la sua diversità però lo rendeva timoroso e vulnerabile. Nascere per ultimo, in una stalla, non lo aveva certo agevolato. Appena uscito dal grembo materno, fu colpito da una luce accecante che filtrava dalla finestrella cosparsa di fieno e ragnatele; ciò gli procurò un disagio, forse un trauma, destinato a condizionarlo per lungo tempo…

Scansato dai fratelli e poco considerato anche dalla madre, tentò di farsi largo con prepotenza, rincorrendo le ombre e le luci che lo ossessionavano. Ma questo comportamento si rivelò controproducente tanto da farlo odiare anche dai suoi padroni che da subito cercarono di rimetterlo in riga a suon di calci e bastonate finché, riuscirono un giorno a liberarsene, consegnandolo nelle mani di persone che un po’ per inesperienza, un po’ per incapacità, spiazzati dalla sua indole ribelle e dal suo fare aggressivo e incontrollato, incapaci di gestirlo, decisero di liberarsene prospettando la sua consegna al canile municipale; fortuna volle che, tramite il passa parola, a Benjo venne trovata una nuova casa accogliente e una nuova famiglia con uno stile di vita del tutto diverso, ma che, soprattutto, sarebbe stata capace di ‘ascoltare’ con amore ed attenzione, le paure e le necessità dell’animale.

L’inizio fu traumatico per tutti: il cucciolo accusava un ulteriore abbandono e si aggiunsero anche conseguenze fisiche e patologiche, ci vollero mesi, anni, ma con tanta pazienza, amorevoli cure e iniezioni di fiducia, Benjo ristabilì una sorta di equilibrio sia fisico che psichico e poco alla volta iniziò a perdere alcune delle sue paure, cominciò a fidarsi finalmente di qualcuno, a credere che, forse, quella “luce” non sempre si trasformava in un demone da scacciare.

Auguri a tutti i “Benjo” del mondo perché possano liberarsi dalle ombre inquietanti e trovare in una casa accogliente e serena, il proprio “arcobaleno di luce”.

R.A.